L’abbigliamento e lo stile personale nel vestire e nell’agghindarsi raccontano molto di una persona. Spesso in occasione di un evento particolare cerchiamo di dare il meglio di noi ma nella quotidianità capita di limitarci ad un abbigliamento più “di servizio”. Capita anche di aver voglia di un vestito particolare ma la paura di spese esose ci blocca. In Senegal mi è stato subito chiaro che qualsiasi occasione è buona per curare il proprio stile: sono i dettagli, il gusto, la voglia di esprimersi e l’originalità che fanno la differenza anche spendendo pochissimo.
La moda senegalese, le sue stoffe, la cura che le donne hanno di portare gli abiti mi ha da sempre affascinato. Niente è lasciato al caso, la ricerca dei colori, i profumi, i bracciali e gli orecchini…la femminilità si esprime prorompente, in eventi mondani come nella vita di tutti i giorni, in casa, al mercato, al lavoro. Spesso gli abiti sono composti da più strati, complicati e scomodi da portare per noi donne europee abituate ad una vita frenetica che ci obbliga il più delle volte a scelte di praticità. L’abbigliamento delle donne senegalesi è lo specchio della società stessa, che valorizza i ruoli differenti dell’uomo e della donna e che dà molta importanza al godimento degli occhi e dell’olfatto, come anche del gusto in cucina.
Sull’onda di questa emozione insieme a mia nipote Fatou vado spesso alla ricerca di capi di abbigliamento, borse e oggetti artigianali originali da portare in Italia. Accompagno ad ogni oggetto un racconto della sua storia senegalese, dove è stato acquistato, la storia del quartiere oppure dell’artigiano che lo ha creato o ancora del suo utilizzo. Raccolgo tutte le foto sulla mia pagina Instagram tra_quercia_e_baobab ed è anche questo per me un modo per diffondere cultura.
Non c’è niente di più bello di provare a reinterpretare questi abiti e questi oggetti secondo il mio gusto e le mie abitudini di donna cresciuta in Italia! Evviva gli incontri, evviva le differenze!

