tra vecchiaia e tabù

Quando in questi ultimi mesi la nostra vita quotidiana, le nostre abitudini, sono state messe in crisi dall’arrivo del Covid, molte persone si sono dette traumatizzate e probabilmente lo sono state davvero. Questo dipende dal fatto che fino ad allora evidentemente la morte e la malattia venivano relegate ad un pensiero marginale, a qualcosa che non ci riguarda fisicamente, che non è parte integrante della nostra vita personale o comunitaria: perché se la malattia non tocca me, toccherà un mio vicino, un mio parente. Lo stesso atteggiamento avviene nei confronti della vecchiaia: la nostra società non ha tempo e non ha spazio per i vecchi, è costruita secondo parametri di produttività economica, i vecchi stanno nelle case di riposo, a margine, diventano quindi un pensiero marginale per la società.

Mi permetto qui di far notare, come artista, che del senso della vecchiaia ho voluto parlare nel lontano 2009, quando ho scritto e messo in scena il mio spettacolo “Riposo”. Racconta la storia di Ketty, che lavora all’interno di una RSA : parla prima di tutto di una relazione, di un rapporto di crescita vivo e vitale tra una “ospite” e un “operatore”. Sottolinea come la relazione con gli anziani, spesso malati, dia un apporto fondamentale all’equilibrio della nostra società e più in generale del nostro esistere su questa terra, come essere umani, singoli e in gruppo.

Gli anziani sono memoria, sono il ricordo costante che la nostra vita ha un valore prezioso, e così la nostra salute. Sono forza e debolezza insieme, sono il motore che ci spinge a non accomodarci nelle nostre zone di comfort ma a tenere sempre vivo un pensiero creativo ogni volta che ci mettiamo in gioco veramente nella relazione con loro. Gli anziani ci mostrano quello che anche noi diventeremo un giorno e sono la porta aperta sulle nostre paure inconsce che hanno così la possibilità di configurarsi più chiaramente dentro di noi. Gli anziani sono preziosi perché contribuiscono alla creazione di una comunità più forte, più sana, anche nella malattia.

In ultimo, ma non per importanza, i loro corpi e le loro anime sono artisticamente meravigliosi.

Pubblicato da traquerciaebaobab

attrice e formatrice

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